Per vent’anni ho lavorato come impiegata.
Ruoli diversi, aziende diverse, tanta dedizione.
Ma dentro, spesso, una sensazione difficile da spiegare: quella di non essere vista davvero.

Poi mio padre è mancato.

E come succede nei momenti che cambiano tutto, qualcosa si è spostato dentro di me. Una serie di circostanze — che oggi chiamo destino — mi ha portata a iscrivermi a un corso triennale di grafologia.

Non era un salto nel vuoto casuale.

La grafologia mi aveva sempre affascinata. E quando ho iniziato a studiarla, ho capito perché.

Durante il mio Master in Diagnostica e Conservazione dei Dipinti Antichi avevo imparato a guardare oltre la superficie — a leggere i segni invisibili su una tela, a capire cosa si nasconde dove nessuno guarda. Con la grafologia ho scoperto che si fa la stessa cosa, ma con le persone.

Osservi. Ascolti. Leggi tra le righe — letteralmente.

E aiuti qualcuno a capire se stesso in modo più profondo.

Ecco cosa voglio fare. Ecco chi sono.

Oggi non ho tutto sotto controllo — sarei disonesta a dirlo.

Ma so una cosa con certezza: non mollo.

E so che quello che faccio, lo faccio bene.

 

Iscrizione AGI da gennaio 2025, socio ordinario n. 4358.

 

Il mio logo sono io, Sara Rizzi e quello che faccio: consulenze grafologiche.

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